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giovedì 23 febbraio 2012

Calendidonna 2012



Calendidonna 2012
graphic design project presentation
work in progress

ideated by
Comune di Udine, Assessorato alla Cultura


organized by
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
CEC Centro Espressioni Cinematografiche
C.O.R.E. associazione culturale
VICINO/LONTANO associazione culturale


graphic design Katalin Daka
photography © Andrea Bernardis
All photos are from Andrea Bernardis' exhibition Calendicolors which will be open from 3 march 2012, 
at the Visionario, Udine. 

I will post the photos of all comunication materials
as soon as they arrive from the typography!!!


martedì 17 maggio 2011

Srebrenica: Alice Meden's photo exhibition in Trieste

Srebrenica
exhibition of Alice Meden, photographer
Circolo Ficantieri Wartsila
Galleria Fenice, 2 – Trieste

opening May 18th 2011
at 18,30

This is an exhibition that I hope to go and see tomorrow :)
Alice Meden is a young photographer and graphic designer from Trieste.
Alice and I were studying graphic design together at the .lab of Udine and I'm really happy that finally this photo exhibition can happen! We haven't seen each other for a while (we both are very busy) so I hope this can be an opportunity to meet again! I wish her good luck for tomorrow :)

Here's a description of the exhibition in italian:
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Alice Meden - Srebrenica

Emir Suljagic era un ragazzo l’11 luglio 1995, quando le milizie del generale Mladic entrarono nella città
bosniaca. Dal 12 al 19 ammazzarono un migliaio di prigionieri al giorno, per un totale di oltre ottomila
musulmani, inclusi alcuni minorenni e molti anziani. Non si può sterminare in quella proporzione senza farsi
scoprire (anche dai satelliti), tanto più se la strage avviene sotto il naso delle Nazioni Unite. Eppure in quella
settimana nessuno tra chi doveva sapere o quantomeno intuire (Onu, governi occidentali) tentò di fermare
la strage. Lui si salvò. E oggi racconta in un libro lo stupore e l’orrore.
Tratto dall’intervista di Alessandro Astone fatta all’autrice Alice Meden, sulla rivista STRADE:
Nella prima metà degli anni 90 del secolo scorso, il territorio dei Balcani è stato il tragico teatro di una serie
di guerre che hanno portato allo sfaldamento della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
Se, nel 1991, per la vicina Slovenia le cose si risolsero in fretta e con un relativamente modesto spargimento
di sangue, altrettanto non si può dire per la Croazia e per la Bosnia-Erzegovina, dove le operazioni belliche
si conclusero solamente nel 1995. La causa di questi conflitti è da ricercarsi nei forti contrasti fra nazionalità
che, per decenni, erano state costrette a convivere sotto la dittatura del Maresciallo Tito.
Stringiamo l’obiettivo sulla martoriata Bosnia-Erzegovina, dove vivono tre popoli: bosniaci musulmani, croati
e serbi. Formalmente si tratta di una confederazione, in realtà il territorio è sostanzialmente diviso in due
parti: la Federazione croato-musulmana e la Repubblica SRPSKA, espressione del gruppo serbo. L’attuale
assetto politico-istituzionale è il frutto dei negoziati svoltisi a Dayton (USA) nel novembre ‘95.
Focalizziamo ora l’attenzione su una città della Bosnia centro-orientale, tristemente famosa per i fatti di
sangue che vi accaddero nel luglio del 1995.
Cosa ti ha spinto, Alice, a visitare quei luoghi?
Mi sono recata in Bosnia su richiesta dell’editore, Piero Budinic.
In realtà, prima di contattare me, aveva provato a dare questo lavoro a Tarik Samarah, un fotografo che era
presente, nel 1995, alla scoperta delle fosse comuni e che è stato testimone di alcuni episodi particolarmente
forti. Memore dell’esperienza ha rifiutato di ritornare a Srebrenica. Ho quindi accettato con uno strano
sentimento di orgoglio di andare dove altri non volevano spingersi, l’ho presa come una sfida ed un ottimo
incentivo per partire, oltre che ad usare appunto il mio mezzo di comunicazione per un scopo utile. Inoltre,
devo dire che la guerra nei Balcani, che ho vissuto indirettamente da bambina, mi ha lasciato parecchi
ricordi. Ad esempio ci sono delle canzoni di quel periodo che non riesco ad ascoltare senza associarle al
conflitto, ricordo i profughi che passavano per Trieste, alle volte, di notte si riuscivano persino a sentire dei
rumori che associavo alle deflagrazioni. Ripensando a quando frequentavo le elementari, ricordo che per un
certo periodo abbiamo avuto una nuova compagna di classe, una ragazzina di Sarajevo che aveva portato
tra noi bambine una inaspettata energia e voglia di vivere.
Tutte queste esperienze hanno lasciato un segno dentro di me, ricordo perfettamente quanto è stato orribile
percepire la guerra, anche se in lontananza. Questa è stata un’ottima occasione per andare a vedere con i
miei occhi quello di cui mi ero fatta solo una vaga idea.
…. Al confine tra Croazia e Bosnia l’aria si fa subito pesante: accanto al cartello “Benvenuti in Bosnia” ci
sono i resti di un edificio bombardato.
lungo il ponte, sono ancora presenti le rovine delle case musulmane, abbandonate in fretta e furia dai loro
abitanti, i quali si guardano bene dal riabitare le stesse case dove si sono svolti episodi di violenza, stupri e
massacri.
… “Quando arrivi in Bosnia, senti la terra piangere”; la sensazione che ti accompagna per chilometri e
chilometri oltre al confine, sulle strade costeggiate da edifici bombardati, è proprio la tristezza unita allo
sconforto. Ma a Srebrenica, invece la terra urla, non piange, grida di dolore.
C’è una strana atmosfera nell’aria, che ho percepito soprattutto la notte. È come se la terra mantenesse la
memoria di ciò che è accaduto. Nel primo viaggio abbiamo visitato delle vedove a Lukanica. Donne che,
in precedenza, non avevano niente a che fare le une con le altre, e che non si conoscevano, mentre ora si
ritrovano a vivere insieme perché lo Stato ha assegnato loro delle case comuni. Abbiamo portato loro degli
abiti dismessi e ci hanno ospitato per la notte. Il giorno successivo siamo andati a Srebrenica, passando
prima però a Potocari dove c’è anche un cimitero. Nel cimitero del memoriale, ogni luglio vengono seppelliti
i resti che durante l’anno vengono ritrovati ed identificati.
Il secondo viaggio, fatto in agosto, è stato più articolato invece. Piero si era letto il libro ancora nella versione
inglese, segnandosi una serie di località descritte nel libro. Siamo andati a Sarajevo ed abbiamo acquistato
le mappe di Srebrenica e dintorni in un istituto di cartografia, il quale ci ha fornito le stesse mappe che
erano state usate durante la guerra dai caschi blu. Abbiamo conosciuto un ragazzo Senad, che ci ha fatto
da guida, lo abbiamo incontrato a Srebrenica, dove lui è ritornato a vivere alla fine dei conflitti.
Col testo in una mano e le mappe nell’altra, ci ha guidato alla scoperta di quei luoghi orribili, certe volte
andando a colpo sicuro, altre volte chiedendo informazioni ai passanti. Ricordo che Senad chiese ad una
donna se avesse idea di dove si trovassero delle fosse comuni che stavamo cercando e lei rispose “Non so
niente io, sono serba”.
… Le persone percepiscono il che governo è corrotto, distante e che non dà loro aiuto. C’è una povertà
evidente ed ovunque sono rimasti i segni della guerra. Si vuole dimenticare, ma non ci sono soldi né risorse
per la ricostruzione, tanto meno industrie importanti che potrebbero far sperare in una ripresa dell’economia.
Tante vedove ricevono una modesta pensione da parte dello Stato, ma dal momento che perderebbero
questo aiuto, nel caso in cui lavorassero regolarmente, preferiscono fare piccoli lavoretti in nero o rimanere
a casa. Le paghe sono basse: un’operaia che abbiamo incontrato ci ha detto che il suo stipendio arriva 76
euro al mese per 40 ore settimanali.
La nascita di un figlio è vista come una benedizione. I giovani si sono spostati verso le grandi città, tranne
alcuni che sono rimasti con il sogno di riprendere una vita normale nei luoghi in cui sono nati.
… Ci sono grande sconforto e molto poca fiducia: si vive alla giornata. La paura di un ritorno del conflitto
non se n’è mai andata.
.. i rapporti ora sono di convivenza forzata. Non si verificano episodi di violenza legati a razzismo o
discriminazioni, ma i due popoli tendono a raggrupparsi dove trovano appartenenti alla loro stessa religione.
Questo significa che, mentre prima nei quartieri e nei palazzi Bosgnacchi e Serbi convivevano tranquillamente,
ora si nota che un gruppo è più presente dell’altro. Ci sono zone dove la maggioranza è musulmana, altre
dove è ortodossa, ma non stiamo parlando di un clima di intolleranza pesante, è una tendenza che si nota.

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giovedì 31 marzo 2011

"E' disevin che in che cjase..." illustrator students' exhibition in Fagagna






Spring has come :) at least, it definitely seems so...!

This year I didn't have time to go to the Bologna Children's Book Fair due to work... but my friend will bring me the exhibition catalogue, so I can't wait to see this years' selected illustrators!

And finally our annual illustrator students' exhibition will open on this saturday at 17 at the Cjase Cocel of Fagagna (a sort of museum/house of the friulian folk culture).

Invitation
Illustrator students' exhibition of the School
"Scuola d'Arti e Mestieri Giovanni da Udine"
Cjase Cocel, Fagagna
opening at 17
free entrance
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this year's theme was 'Miths from the friulian folk traditions'
project coordination Maurizio Faleschini

postcard illustration
Francesca Pacitti
graphic design Nicoletta Cecotti

mercoledì 12 gennaio 2011

Art & Sushi @ Sosushi Udine: Bio-Graphics exhibition is back!


2010 BIO-GRAPHICS
Graphic ideas to protect biodiversity
INTERNATIONAL EXHIBITION

original idea
Kaleidoscienza cultural association

in collaboration with
Graphicplayers
graphic design
(c) Katalin Daka

via Vittorio Veneto 28, Udine
12/01/2010 ore 18.30 vernissage/free entry

Dj-set MattiaC from Madrac (ReddArmy) and sushi-party.

Open until 02/02/2011

venerdì 22 ottobre 2010

2010 BIO-GRAPHICS exhibition


Kaleidoscienza and Graphicplayers teams would like to inform that the jury selected the posters for the 2010 BIO-GRAPHICS exhibition.
The winners are:

Dan Warner, USA: "The hand"- Eleni Iliadou, Greece: "Life is fragile"- Geneviève Raiche-Savoie, Canada: "The Space Between the Spaces" - Gruppo Mario Rossi, Italy: "Senza titolo"- Hiroshi Ohira, Japan: "Back home"- Ipek Ek, Turkey: "Noah's Ark"- Ivan Onatra, Colombia: "Cancer & Biodiversity"- Marius Valdes, USA: "Biodiversity characters poster"- Michael Cheung, Honk Kong: "Save endangered animal_#1"- Nataša Mandić, Croazia: "Mother's Nature Heartbeat"- Nina Semolič, Slovenia: "Embryo"- Roberta Vacca, Italy: "Natural Balance"- Sarolta Kornélia Szulyovszky, Italy: "Gocce di vita"- Vassilina Plionkjna, Estonia: "What if..."
Congratulations :)
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The exhibition
2010 BIO-GRAPHICS
Graphic ideas to protect biodiversity

INTERNATIONAL EXHIBITION
KOBOSHOP via Palladio 6, Udine
Saturday 30 October at 18.00 vernissage/ free entry
Dj-set MattiaC from Madrac
Drinks and biscuits

Open until 5 November

info
kaleidoscienza.blogspot.com

graphic design (c) Katalin Daka

lunedì 18 ottobre 2010

work in progress - 2010 BIO-GRAPHICS


designing the 2010 BIO-GRAPHICS exhibition poster
proposal
digital collage using old magazine papers + photoshop
client: Kaleidoscienza cultural assosiation, Udine

2010 BIO-GRAPHICS
graphic ideas to protect the biodiversity
— was an international contest for creatives.
The exhibition will take place at the Koboshop / Udine, Italy
from 30 / 10 / 2010


original idea Kaleidoscienza cultural assosiation
in collaboration with Graphicplayers

sabato 16 ottobre 2010

Last days of summer in Venice - Japanese graphic design exhibition


























On my one and only free day in the past month I decided to go to Venice just to have a little bit of relax. I feel very fortunate being a freelance, I can choose to have a day off and just go to Venice and clear my mind! I really enjoyed being on my own, and having time to think.
I visited the exhibition called "Graphic design dal Giappone. 100 poster 2001-2010": a collection of japanese advertising posters at the Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice. I love Japanese graphic design!!! So I loved the exhibition :)
Here I'm posting just a selection of the photos that I took - of course I took a photo of every poster :)

Plus I got to know a very interesting project called Design in gabbia (in English: Design in cage), a project involving some prisoners to create everyday useful things like kitchen utilities, shopping bags and stuff like that. A very nice logo, graphic design and promotional campaign! Loved it!

http://www.designingabbia.com/


And this is the bag that I bought :) lovely!!!

lunedì 11 ottobre 2010

Triennale of Photography - Esslingen









And now I'm posting the photos that I took during our cultural visit of the city of Esslingen, Germany. One of the main events of the city is the Triennale of Photography, a very interesting international selection of photograhers. I loved it!
Again thanks to Margit, a painter and artist from Esslingen, who was very kind to show us around!
I hope I will get the catalogue of the exhibition, too :)

martedì 20 luglio 2010

for a fresh summer: new international graphic design contest from the Graphicplayers


After a very surprising international success of the previous contest 'Free Press' here we go with another one, always to express a very important social/environmental issue: the biodiversity.

2010 BIO-GRAPHICS
graphic ideas to protect the biodiversity

graphic design contest
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1. Aim
The United Nations declared 2010 to be the International Year of Biodiversity.
In this framework, on october Kaleidoscienza organizes a one-day-event to promote thoughts and ideas on topics concerning the role of biodiversity in our lives.

Kaleidoscienza, in collaboration with Graphicplayers, announce an open call for the international exhibition: '2010 BIO-GRAPHICS'.

The call '2010 BIO-GRAPHICS' is open to graphic designers, professionist or not, of any age and nationality; participants are invited to submit their work dealing with the call topic in the form of a poster.
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for more info and to download the contest please visit:
www.graphicplayers.it

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The Graphicplayers are an informal group of graphic designers who organises exhibitions and events on visual, social and creative issues. With the help and collaboration of other associations our aim is to create new opportunities to support young people to introduce themselves as an artists in our territory. Follow us on facebook

lunedì 7 giugno 2010

Good 50x70 - 4th edition

4 days left!!! I'm working (I'm just thinking about the subjects, not started to 'work' on them, just projecting in my head...) on my proposal for the Good 50x70 social comunication contest... If only I could have more time :) This is one of my favourite contests about social comunication, I think it is the most important contest about social issues in Italy. They expect to see works of genuine creativity in support of the seven briefs.

Visit their link and participate:
http://good50x70.org/2010/

Mostra Ricami 2010






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Project for the exhibition 'Mostra Ricami 2010'
Palazzo Kechler, Udine
graphic design Katalin Daka